03-05-2009
Il Mattino
Il Mattino
Messo in bacheca il prestigioso “Busoni”, conseguito qualche anno fa, Roberto Cominati ha intrapreso una carriera intelligente, senza disperdersi in un’attività frenetica ma privilegiando orchestre e direttori di rango, un repertorio stimolante e persino alcune passioni extramusicali, come quella del volo, che testimoniano di un’apertura mentale confortante. Un suo recital, dunque, ha il pregio dell’originalità e pone l’ascoltatore di fronte a scelte stilistiche quasi sempre interessanti. Non fa eccezione l’ultima sortita napoletana, accolta a Castel Sant’Elmo mercoledì scorso in apertura del Festival “Maggio dei Monumenti – Maggio della Musica” e premiata da un’accoglienza di pubblico di tutto rispetto. Innanzi tutto la struttura della serata, con una prima parte concepita come viaggio intorno ad un Bach filtrato dal gioco della trascrizione, e la seconda, invece, che cede spazio alla raffinata innovazione pianistica di Debussy, coerentemente col tema di un festival in buona parte consacrato, appunto, al Novecento francese. Se nella frazione iniziale si apprezza il rigore di una lettura rispettosa del testo (parliamo soprattutto della Partita in Mi maggiore di Bach-Rachmaninov, appena più prevedibile nella scrittura, ma impeccabile nella resa esecutiva) e a tratti illuminata da slanci personali (la Sarabande dalla seconda Suite secondo Godowski concede, in questo senso, chance più evidenti, sfruttate con gusto), nella seconda metà di serata esplode la classe del solista, alle prese con un autore prediletto per gusto ed impostazione. La seconda serie di “Images” lascia trasparire una cura encomiabile nella scelta dei timbri e nella definizione di un fraseggio scandito da pause e respiri efficaci, da passaggi finalizzati ad ottenere effetti di suadente esotismo, più in generale, da un controllo tecnico ribadito, infine dalla rilettura rifinita de “L’isle joyeuse”. Un bis solo, ma di autentica classe: “Asturias” di Albeniz, condotto su tempi vorticosi ed impeccabile al di là della tensione ritmica. Il Mattino, 3 maggio 2009 Stefano Valanzuolo
Stefano Valanzuolo